L’importanza dell’animatore Socio-Culturale per l’assistenza anziani

L’animatore Socio-Culturale è una figura professionale,nata recentemente ma di fondamentale importanza in contesti di disagio e fragilità, come nelle case di riposo per assistenza anziani.

L’obbiettivo delle case di riposo è quello di supportare le famiglie nel fornire precise risposte ai bisogni assistenziali, sanitari e di solitudine dei propri cari, fornendo un supporto continuativo e soddisfacente alle loro necessità, ma nel portare avanti queste pratiche ha bisogno di un personale capace e professionale, tra cui possiamo trovare:

·        Assistenza Medica;

·        Assistenza infermieristica;

·        Terapia riabilitativa;

·        Assistenza alla persona (OSS);

·        Animatori Socio-Culturali.

Lo scopo principale di questo articolo nasce dalla necessità di far scoprire l’importanza del ruolo che ricoprono gli Animatori Socio-Culturali, nonostante siano dati spesso per scontati il loro supporto è di inevitabile importanza.

Per lo sviluppo di questo delicato argomento non saremo soli ma accompagnati da Albergo Self che da trent’anni con le sue strutture “Casa di Riposo e Casa Protetta” si occupa dell’ Assistenza agli Anziani a Rimini offrendo una risposta professionale e attenta alle esigenze dei suoi ospiti.

Bene, direi di iniziare, buona lettura!

Animatore Socio-Culturale e la attività ludico-espressive e creative

La casa di riposo è una struttura destinata alla permanenza di anziani autosufficienti, da sempre vista come una soluzione concreta al servizio delle famiglie più bisognose.

Spesso il trasferimento in queste strutture per l’anziano è un boccone amaro da mandare giù ed è qui che la figura dell’animatore risulta indispensabile.

L’animatore, infatti, attraverso attività ludico-espressive e creative, riesce a promuovere la partecipazione sociale, il raggiungimento del benessere soggettivo ed il miglioramento delle qualità di vita delle persone.

Le attività ludiche sono una parte delle attività tipiche di coinvolgimento organizzate dalla Casa di Riposo.

Tra di esse ricordiamo la tombola, i giochi con le carte, i cruciverba intervallati con altre attività, come i laboratori manuali di pittura, le manipolazioni di vari materiali, la psicomotricità con ginnastica di gruppo, le lotterie e le pesche di beneficenza, con la partecipazione delle famiglie.

Segue poi, una volta al mese, la festa dei compleanni, un’unica giornata in cui festeggiamo con amici e parenti la ricorrenza di tutti i nati in quel mese e che vede la partecipazione attiva di molti componenti familiari.

Il ruolo dell’animatore durante il trasferimento dell’anziano nella struttura di riposo

In ambienti come le case di riposo, la persona anziana si trova a dover confrontarsi con una nuova immagine di sé: non più attiva a livello lavorativo e spesso affetta da patologie che in alcuni casi non la rendono più autosufficiente, trovandosi ad affrontare questo drastico cambiamento senza l’affetto della famiglia e i legami che si trovano all’interno della sua dimora.

Tutta questa situazione può causare nell’anziano un sentimento di smarrimento portando il personale a dover gestire l’aggressività, la delusione e in tanti altri casi anche la depressione, che incide negativamente sulla qualità di vita e può portare ad avere conseguenze negative non solo sull’aspetto morale ma anche sul fisico.

Spiegato il perché, all’interno delle case di riposo, le attività promosse dall’Animatore, diventano importanti per creare un ambiente stimolante e fornire alla persona anziana l’occasione per rimettersi in gioco e riscoprirsi ancora utile, capace di fare e di essere, in modo che l’anziano riacquisti il proprio ruolo attivo anche nella vecchiaia.

Inoltre, all’interno di case di riposo l’anziano può percepire un senso di abbandono che può spesso comportamenti di isolamento, anche in questi casi diventa fondamentale l’attività dell’Animatore, che deve facilitare e promuovere la socializzazione ed il rapporto con l’ambiente e con gli altri ospiti della struttura.

L’Animatore Sociale, quindi, lavorando a stretto contatto con le persone, deve possedere conoscenze di base di psicologia, pedagogia e sociologia.

Nonostante il possesso di conoscenze umanistiche, il punto di partenza dell’animatore deve essere l’ascolto, avendo la capacità di conoscere in maniera empatica la persona anziana, instaurando una reciproca relazione di fiducia e affetto.

Solo in questo modo questa figura professionale potrà proporre sempre le attività più idonee al raggiungimento del benessere psico-fisico dell’anziano.