Ognuno è un genio, a modo suo

Le intelligenze multiple e la loro influenza nella psicoterapia individuale

A cura della psicoterapeuta e psicologa Dott.ssa Francesca Cervati

Vi è mai capitato di vedere la nota serie The Big Bang Theory? Tratta le avventure di un gruppo di amici per la maggior parte scienziati; il protagonista, Sheldon, è un genio della fisica, incapace però di comprendere alcuni dei più basilari sentimenti umani o di linguaggio astratto.

Egli è un genio nel suo campo di studi, nel quale ottiene continui successi, possiede un Q.I. altissimo, eppure non riesce a cavarsela da solo in situazioni apparentemente banali per chiunque; questo ne fa certo un personaggio ben costruito, ma lascia un dubbio: nella vita reale, riterremmo davvero un genio una persona che non comprende l’ironia, non sa guidare un’auto o fare una capriola?

Chi sono i veri geni?

L’ingannevole Q.I.

Nell’ambito della psicoterapia individuale, si è trattato in realtà relativamente tardi l’argomento dell’intelligenza; il motivo principale è che dare una definizione generale è particolarmente complicato; riteniamo più intelligente uno che sa orientarsi nel deserto o costruire una zattera? Che sa utilizzare correttamente un defibrillatore o calcolare le misure esatte per costruire una diga?

Il primo test d’intelligenza moderno nasce nel 1905 ad opera dello psicologo Alfr  Binet, il quale creò una scala per verificare precocemente la necessità di supporto scolastico nei bambini. Il termine Q.I. fu coniato però da William Stern, il quale creò una vera e propria formula matematica per calcolare l’intelligenza.

Anni di affinamenti e precisazioni, nuove scale e tipologie di rilevazione dati non tolgono quello che ancora oggi rimane un dubbio riguardo l’utilizzo di questa scala, ovvero la sua efficienza nel calcolare solo l’intelligenza logico-matematica e linguistica, tralasciandone altre.

In fondo, come possiamo sapere se un alto Q.I. descrive una persona in grado di alimentarsi in modo sano, “intelligente” nell’ottica della gestione del proprio corpo, o qualcuno in grado di “vedere” una scultura in un blocco di marmo, o leggere strani pallini e forme come meravigliose melodie?

Le intelligenze multiple di Gardner

Un interessante contributo è sicuramente quello di Howard Gardner, psico americano che ad inizio degli anni’80 postulò la teoria delle intelligenze multiple.

Queste riguardavano diversi aspetti della vita umana, cercando di dare un’ampia spiegazione a differenti tipologie di abilità cognitive, deputate a diversi compiti ugualmente “importanti” alla sopravvivenza umana.

Fu curioso per Gardner, notare come le diverse culture del mondo danno un peso differente alle numerose forme di intelligenza.

Intelligenza logico matematica

Probabilmente il tipo di abilità intellettiva più noto: l’abilità di deduzione e fluidità nel ragionamento logico e matematico, nel notare una relazione tra le informazioni e capacità di calcolo.

Intelligenza linguistica

Non attiene solo all’abilità di dialogo e scrittura della lingua, ma anche alla sensibilità verso il significato delle parole, che ne guida la scelta; non solo potremmo riscontrarla in grandi scrittori, ma anche in attori teatrali.

Intelligenza corporeo-cinestetica:

È la capacità di utilizzare in modo corretto il nostro corpo: di eseguire un movimento senza dispendio energetico o il rischio di uno stiramento o una slogatura; si potrebbe pensare sia una capacità acquisibile con la semplice esperienza, ma è un dato di fatto che oggi viviamo in condizioni di ipocinesi e analfabetismo motorio. La possiamo notare in grandi atleti e coreografi.

Intelligenza musicale

Una delle poche intelligenze direttamente attribuibili ad una specifica area cerebrale (emisfero destro); capacità di comporre, riconoscere, eseguire ritmi e melodie, ma anche di adattare lo strumento alla situazione (suonare un violino nonostante una corda rotta, ad esempio)

Intelligenza spaziale

Potremmo definirla dote di grandi navigatori ed esploratori, in grado di orientarsi con abilità, oltre che memorizzare e organizzare le informazioni riguardo lo spazio intorno a sé.

Intelligenza intrapersonale

Capacità di autoriflessione e autocomprensione dei propri pregi e difetti; probabilmente il tipo di abilità che si cerca di sviluppare maggiormente in un percorso di psicoterapia individuale.

Intelligenza interpersonale

Concerne il sapersi approcciare positivamente e costruttivamente con il prossimo, saper socializzare e integrarsi; è probabilmente una dote fondamentale per uno psicologo o altre professioni di relazione.

Sebbene Gardner le considerasse indipendenti le intelligenze, sosteneva che una loro presenza multipla favorisse la crescita e il benessere psico/fisico e sociale.

Che ruolo nella psicoterapia individuale?

La prospettiva cognitivo-comportamentale si basa anche sullo sviluppo delle capacità e conoscenze della persona, per una psicoterapia individuale che dia risultati stabili nel tempo, poiché fondata su abilità già possedute che vengono riscoperte o rinforzate.

Lo scopo finale della terapia, infatti, è quello di rendere il paziente “terapeuta di sé stesso”, autonomo nella gestione dei propri pensieri e delle proprie emozioni.

La conoscenza di teorie come quella delle intelligenze multiple, seppur superficiale, può rivelarsi di grande aiuto per una persona che intraprende un perc o di psicoterapia individuale, poiché il lavoro svolto in studio ha così dei riscontri con la realtà della persona, ed è perciò più facilmente comprensibile e assimilabile.

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